Di come ho vinto la dermatite

Ebbene sì, anche io come ormai chiunque, soffro di dermatite atopica che la dermatologa ha definito “una dermatite che non ti passerà mai, puoi solo attenuarla”.

Molto bene.

Mettiti l’anima in pace e inizia a comprare vestiti chiari in modo che non so vedano quei deliziosi fraffolini bianchi sulle spalle.

In pratica ho provato di tutto, ma risultato, ovo, zerone. La cosa più efficace è stata la gravidanza, ma non è proprio conveniente partorire in continuazione per avere una cute bella pulita..alla fine mi sono buttata sull’eco bio e ho provato i prodotti Biofficina Toscana, devo ammetterlo, un po’ proprio perché sono fatti a Lucca, nella mia Toscana.. non so se è l’effetto placebo, la dermatite non è sparita del tutto, ma è diminuita, i capelli stanno veramente meglio, sono più luminosi, più ricci, tengono meglio la piega e profumano di rosmarino e aria di mare.Ho provato la maschera per i capelli ricci, da lasciare in posa qualche minuto che una piacevole sensazione di freschezza e mi lascia  capelli idratati, e la lozione per ricci morbidi, che metto con i capelli bagnati. il risultato è uno dei migliori da tanto tempo.

Per ora resto del partito ecobio, voi avete qualche altro consiglio da darmi?

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Estate che ti fai aspettare

Sono in ritardo tremendo con il blog, lo so, ma questo mese ho avuto talmente tanto da fare che non ho avuto nemmeno il tempo di fare qualcosa si cui valesse la pensa parlare!
Invece questo fine settimana siamo stati al mare dai miei per un po’ di relax e per vedere i nipotini, ma ero davvero impaziente di vedere la reazione di Elia un spiaggia, visto che l’anno scorso i primi giorni di mare sono stati di crisi. Devo dire che è stato bravissimo, ha passato tutto il tempo a giocare con la sabbia, il secchiello e a ordinarmi di andare a cercargli le conchiglie. Acqua non pervenuta, non si è avvicinato nemmeno al bagnasciuga. Sull’arrivo in spiaggia c’è ancora da lavorare un po’, perché il principe non gradisce la sabbia sui piedi e la affronta alla tedesca..in pratica si lancia con i calzini fino a che non mi arrabbio e glieli tolgo.
Anche se il ricordo più bello del weekend è sicuramente la spiaggia completamente deserta, tutta per noi..potendo scegliere abbiamo deciso di andare in spiaggia ad Ansedonia, anche se l’acqua lì è subito alta e poco adatta ai bambini, tanto sapevo che il nostro ne sarebbe stato lontano, spiaggia nera, acqua meravigliosa e silenzio..
La domenica pomeriggio invece ci siamo spostati allo stabilimento “Ai delfini“, ormai storico per chi abita ad Albinia, e abbiamo mangiato al ristorante in spiaggia, dopo aver accuratamente parcheggiato il bimbo dai nonni, con la scusa che se lo sarebbero potuti spupazzare un po’! Mi mancava fermarmi a mangiare e godermi lo stabilimento come facevo da piccola e devo dire che mi è piaciuto parecchio, anche perché lo stabilimento è dabbero uno dei più accoglienti e organizzati della nostra meravigliosa Maremma.

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Tornare in città dopo questi weekend dovrebbe essere illegale, non credete??

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Capra, capra, capra

Questo fine settimana abbiamo portato il bimbo a vedere qualche animale.
In una fattoria didattica di Ozzano, la fattoria Dulcamara.
L’idea era di fare una passeggiata verso i colli, vedere qualche animale e poi fermarci a mangiare lì.
La fattoria è molto carina, certo avrei voluto vedere qualche anomale in più, ma Elia si è divertito moltissimo e sono due giorni che non fa altrp che ripetere in continuazione capaaaaaa ebbbaaaaa tattoeeeee. C’erano capre, come avrete capito, maialini, asini, cavalli e galline. Gli animali possono essere accarezzato e si possono dar loro carote ed erbetta. Elia è stato un po’ titubante all’inizio, penso che stesse studiando la situazione e gli animali, perché era la prima volta che vedeva qualcosa di grande come un cavallo, ma poi si è lasciato andare e ha voluto accarezzare tutti gli animali e passare mezz’ora a dare l’erba alle caprette neonate. Da lassù c’era un panorama che ciao sai, e la prossa volta ho dato appuntamento a quel tavolo da picnic là, sulla cima del colle con vista su tutta Bologna. È una cosa veramente democratica dare la possibilità di starsene lì nella fattoria con gli amici o la famiglia, a fare un pic nic mentre i bambini giocano con gli animali e guardano le verdure crescere nell’orticello e gli adulti si godono un paio d’ore di relax. Capaaaa.

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Io dormo da sola

Insomma, prima o poi doveva arrivare..la mia prim notte lontano da casa..
Da quando mi hanno detto che avrei dormito una notte a Milano per in corso di aggiornamento, ho iniziato a fare training autogeno, nella speranza di un’influenza del docente dell’ultimo secondo.
E invece il docente stava benissimo (buon per lui) e io ho dovuto prendere il mio trenino per la grande metropoli.
Ho voluto portare io il bimbo all’asilo, così potevo salutarlo con più calma, davanti alle maestre lui mi ha detto ciuf ciuf, io ho sorriso, ho chiuso la porta dell’aula e ho iniziato a piangere come una matta, mi è presa malissimo e ho iniziato a snocciolare una serie di scuse discutibilissime per non andare al corso, ma ovviamente non sono state nemmeno prese in considerazione.
Anche se, in fondo in fondo, in cuor mio sapevo che questa cosa avrebbe fatto bene sia a me che a lui, del resto se voglio lasciarlo qualche giorno con i miei quest’estate, dovrà abituarsi. E sapevo anche che l’unica a stare male sarei stata io, nel caso in cui gli fossi mancata per via del senso di colpa e nel caso in cui nno gli fossia mancata..beh, non devo nemmeno spiegarlo.
A casa solo con il babbo è stato molto bene, un pochino più moscio del solito, ma niente che nno si potesse curare con un piatto di gnocchi (visto che lui già è una palla, mi sembra la pietamza perfetta per la cena di un bambino di un anno e mezzo). Tutto bene fino a quando non ci viene in mente la genuale idea di chiarci con Skype! Yeah!! Siiii!Dai così lo vedo, wow!! Driiin driiin..’ciao amore di mamma!!’ Lui allunga un dito verso lo schermo, chiama mamma…e lì cuao, un pianto disperato e noi due che interrompiamo subito la chiamata al suono di ‘oddio abbiamo fatto un casino’, ‘io te l’avevo detto’, ‘te e le tue idee fantastiche’ e così via.. Devo ammettere però che poi è bastato un biscotto per calmarlo e ha dormito tutta la notte, io invece ho chiuso gli occhi alle 22 e mi sono abbandonata ad un sonno profondo, ristoratore, tranquillo, riposante e CONSECUTIVO di 8, no dico, 8 ore! Non ricordo uma dormita così dal lontano ’87..
Insomma, quand’è che ho il prossimo corso???

Il mio weekend rilassante

Dopo una decina di giorni bum bum, scandite da una serie di malanni da asilo iniziati con bronchite e terminati con una gengivo – stomatite, da lunghisime notte insonni, pesantissime giornate a lavoro, per scongiurare l’esaurimento nervoso ho deciso di mettere in una valigia due pantaloni ciascuno, una tuta del bimbo, qualche pannolino e passare il weekend in Maremma dai miei genitori. Non ho preso nemmeno i trucchi, per dire.

Sabato era una bella giornata e siamo andati a fare un giretto a Capalbio, ma dopo un po’ abbiamo mollato perché non avevamo il passeggino (dimenticato a casa nella fretta della partenza), ma non avendo ancora voglia di rientrare abbiamo deciso di fare un salto al Giardino Dei Tarocchi, dove, colpevolmente, non ero mai stata, pur abitando a 5 minuti di distanza.
Il giardino è un parco artistico in cui si trovano una serie di statue gigantesche che raffigurano i personaggi dei tarocchi. Si tratta di una serie di opere costruite dall’artista Niki De Saint Phalle, moglie di Tinguely, in cemento e ricoperte da una serie di vetri, ceramiche, specchi che sono una gioia per gli occhi, praticamente la fiera della madreperla e chi come me, ama questo tipo di colori, ne esce estasiato.
L’artista voleva creare un luogo di meditazione e di pace, un posto lontano dal turismo di massa, un posto dove rigenerarsi e rilassarsi, da tenere con molta cura. Certo, per i bambini è un posto dove divertirsi, nascondersi e rincorrersi, ma in fondo, credo sia bello anche viverlo così..
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L’origine del caos

No, dico, ma voi a ordine come siete messe?
Io una merda.
No, dico davvero.
Già non sono proprio ordinata di mio, ma da quando è nato mio figlio casa mia è IL caos, il regno del delirio, non c’è un solo oggetto che resti al suo posto per più di dieci secondi. Non posso fare a meno di confrontare il delirio di casa mia con le foto che vedo su instagram, foto perfette di case illuminate da una luce accecante, arredate con mobili bianchi, fiori freschi, poltrone comode e ricercati quadretti sulle pareti..giochi perfettamente riposti nei cesti, bambini puliti e vestiti a festa.

Foto davvero belle.
Ma ora mi chiedo, davvero sono io quella strana, quella che esce di casa alle 8 del mattino per rientrare alla sera, quella che riesce a lavare il pavimento solo nel weekend, quella che si infila i guanti per lavare i bagni alle dieci di sera, quella che guarda inerme il figlio che tira in aria un gioco dopo l’altro e che ogni giorno tira fuori tutti i libri e i pupazzi e le macchinine, quella che fa appassire anche un mazzo di fiori finti, che ha le tovaglie sporche di sugo e il bimbo con la pastina nei capelli, il plaid sgualcito sul divano pronto ad accogliermi per qualche minuto prima di crollare a letto.. A volte mi sento una mamma indecente, altre però guardo mio figlio, che ride e si diverte in mezzo ai suoi giochi buttati dappertutto e alla fine mi chiedo, ma se lui è felice, che problemi mi faccio? Anche io vorrei una casa grande, pulita, luminosa e perfetta, ma non c’è niente da fare, non ne sono capace.. però, per favore, mi dite che non sono la sola??

L’infallibilità non è per me

Volevo scrivere un post sull’educazione musicale per i neonati, poi uno sulle castagnole anche se ormai Carnevale è finito, poi uno sui miei libri preferiti, ma l’unica cosa che ho in mente in questi giorni è che vorrei vivere a 5 metri da mia mamma.

Non so perché, ma sto attraversando un periodo di stanchezza, fisica e mentale e la lontanzanza dalla mia famiglia, si fa sentire con tutto il suo peso, come un blocco di marmo di Carrara. Intendiamoci, di solito il tempo in cui io e mia mamma riusciamo a non litigare varia dai 10 ai 15 secondi, ma è lo stesso, per noi discutere è confrontarci, noi non parliamo, urliamo, ma è bello così. Con la santa pazienda di mio babbo, che ci sopporta da una vita e che piano piano ha imparato a gestire i nostri caratteri.
Finora sono sempre stata impegnata a capire come si fa a fare la mamma, la moglie, la casalinga in una casa che deve essere sempre pulita, la lavoratrice puntuale, insomma, non mi sono fermata un attimo, mentalmente parlando.
E invece, ora che ho capito che la moglie la so fare così così ma mi impegno, la mamma non lo so, come casalinga faccio schifo, il bimbo ha preso una buona piega all’asilo, mi ritrovo a pensare..E pensa oggi pensa domani..mi sono accorta che forse mi farebbe piacere la domenica uscire anch’io per andare a pranzo da mamma, mi piacerebbe andare a fare la spesa con lei, farle vedere ogni giorno i progressi del bimbo.mamma-ammalata

Mi sono sempre sentita emancipata, vivo lontano da casa da tantissimi anni ormai, ma da quando sono mamma sono diventata ancora più mammona. E’ normale? E’ solo stanchezza?

 

Crostatine di farina integrale con marmellata

Ben lontano da essere un food blog, anche perché la rete ne è piena e ce ne sono di favolosi, vorrei comunque darvi una ricettina che ho sperimentato questa mattina per fare delle crostatine con la martellata.
Ne avevo fatta una con la ricetta di un’amica, ma non era venuta esattamente come la volevo io, era un po’ troppo umida, allora ho rovistato nella rete e ho unito e personalizzato quello che ho trovato. Ci tengo a sottolineare che la personalizzazione è dovuta al fatto che in dispensa mancasse qualcosa e non di certo alla mia abilità o estro!
La particolarità della ricetta sta nell’utilizzo di poco burro (ne avevo solo 8 gr) e in una parte di farina integrale.

Ecco gli ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di farina integrale
90 gr di zucchero
1 uovo
80 gr di burro
Mezza bustina di lievito
Scorza di limone

In una terrina si mescola burro a pezzetti, uovo e zucchero, poi si mette il tutto su una spianatoia e si aggiunge la farina. Dopo aver impastato il tutto molto velocemente si forma una pallina e si lascia in frigo per un’ora.
Quando sarà trascorso il tempo di attesa si stende la pasta con un mattarello e si formano le crostatine aiutandosi con gli stampi. Non lasciatevi demoralizzare dal fatto che la pasta sia difficile da amalgamare, dato il poco burro e la farina integrale è normale, ci vuole pazienza e delicatezza.
Non lavorate troppo a lungo la pasta altrimenti si rovina.
Riempire le crostatine con marmellata (o crema di cacao) e decorare a piacimento. Io ho fatto delle stelline perché le classiche strisce non mi sono riuscite bene dato che la pasta è molto friabile.
Insomma, pensavo di aver fatto un pastrocchio, e invece..sono buonissime!!

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Quelli della notte

Si, lo ammetto, io faccio parte di quelle mamme odiate dalle amiche mamme perché mio figlio da neonato era un ghiro, ma tipo da subito. A 2 mesi russava già per tutta la notte, tanto che a volte mi svegliavo di soprassalto con l’ansia per controllare se era tutto ok.
E sì, andavo in giro a vantarmi di qursta cosa.
Poi a 8 mesi è arrivata la nostra amica varicella e lì abbiami passato una settimana che ciaosai, non ha chiuso occhio, era così piccolo che non sapeva nemmeno grattarsi, aveva questo fastidio e non capiva nemmeno cos’era.
Poi è arrivato l’asilo.
Poi è arrivata una laringite che signora sarà così fino a giugno si metta l’anima in pace.
Poi è arrivato lo spostamento nella cameretta da solo.
Poi sono arrivate le vacanze di natale e dormire con babbo e mamma.
Poi è tornato quel cazzo di asilo e quella cazzo di cameretta da solo.
Insomma, pur rimanendo uno che si addormenta piuttosto velocemente, la notte ha deciso di farmi pagare tutti questi scherzi che gli stiamo facendo.
Voi penserete che si metta a piangere come i più. E invece no, lui si sveglia e si incazza.
Cioe, ammetto che in questo il mio corredo genetico ha fatto la sua parte..ma insomma, questo nano si sveglia e urla, quando arrivo mi manda via e se non sto attenta mi molla pure una cinquina. Poi quando vede che non cedo né al latte, né a metterlo a letto con me, né a prenderlo in braccio, tantomeno ai ricatti di un piccolo Budda di un anno e mezzo che ciccio come t’ho fatto io ti disfo, mi guarda, mi chiede mano, ciuccio e canzoncina e si ributta giù fino all’alba. Questo show dura circa un’oretta, dalla quale io esco stremata e insonne. Lui appagato e riposato.

Le maestre dell’asilo mi hanno detto che questo è un comportamento molto comune e che è un modo tutto contorto che hanno i bimbi di farci pagare il fatto che li molliamo tutto il giorno per fare quella bruttissima cosa che è lavorare.
Stanotte mi ha promesso che non lo farà di nuovo, cioè, lui ancora non sa parlare, ma gliel’ho fatto promettere con gli occhi, ma tanto non ci credo.

Ditemi, è successo anche a voi? Come vi comportate?

Prodotti preferiti per il bagnetto

E ora il grande enigma..quali saranno i prodotti migliori per l’igiene del bambino? Quelli che uso sono davvero ciò che penso o sono specchietti per le allodole? Rovineranno la pelle del bimbo a lungo andare? La risposta è dentro di voi e però è sbagliata[cit.].
A perte gli scherzi, non lo so. E quindi mi documento, parlo con le altre mamme e alla fine, come al solito faccio di testa mia.
Cerco di usare prodotti il meno aggressivi possibile perché il mio bimbo ha una leggera dermatite atopica che si manifesta soprattutto con il freddo. Questo è il motivo per cui sono stata costretta a usare su di me le vagonate di prodotti del supermercato che mi erano state regalate e a spendere milioni in creme nuove per lui.
Al momento sto utilizzando una combo che mi soddisfa abbastanza e che è composta da prodotti di marche diverse, infatti uso il bagnoschiuma Naturaverde bio ‘bagnetto delicatissimo’, anche se voglio trovare qualcosa che mi piaccia di più, non mi convince la profumazione che rilascia e c’è qualche ingrediente aggressivo.
Dopo il bagnetto gli faccio un massaggio su tutto il corpo con una crema idratante della Dadamio, che trovate qui, adatta alle pelli sensibili e delicate e sul viso metto questa crema viso della Weleda alla calendula bio.
Dopo tutto questo rito il più delle volte il bimbo è incazzato nero, non ne può più di essere unto in ogni dove e mi sguilla di mano per andare a cercare un qualsiasi gioco pur di uscire dalla cameretta. Ma siccome io sono una gran rompicoglioni, gli ho preso anche il sapone per le manine, metti il caso che si sporca fra una costruzione e un pentolino da distruggere; nel caso in cui servisse lo lavo con questo sapone della Quarantasettimane.
Di tutti i prodotti che uso l’unico con certificazione ecobio è solo quest’ultimo, ma gli altri, pur non avendo la certificazione vera e propria, ci si avvicinano molto e in questo modo io riesco a tenere a bada questa brutta dermatite. Dite che un giorno mi ringrazierà o deciderà di diventare un eremita allergico all’acqua?