Di come ho vinto la dermatite

Ebbene sì, anche io come ormai chiunque, soffro di dermatite atopica che la dermatologa ha definito “una dermatite che non ti passerà mai, puoi solo attenuarla”.

Molto bene.

Mettiti l’anima in pace e inizia a comprare vestiti chiari in modo che non so vedano quei deliziosi fraffolini bianchi sulle spalle.

In pratica ho provato di tutto, ma risultato, ovo, zerone. La cosa più efficace è stata la gravidanza, ma non è proprio conveniente partorire in continuazione per avere una cute bella pulita..alla fine mi sono buttata sull’eco bio e ho provato i prodotti Biofficina Toscana, devo ammetterlo, un po’ proprio perché sono fatti a Lucca, nella mia Toscana.. non so se è l’effetto placebo, la dermatite non è sparita del tutto, ma è diminuita, i capelli stanno veramente meglio, sono più luminosi, più ricci, tengono meglio la piega e profumano di rosmarino e aria di mare.Ho provato la maschera per i capelli ricci, da lasciare in posa qualche minuto che una piacevole sensazione di freschezza e mi lascia  capelli idratati, e la lozione per ricci morbidi, che metto con i capelli bagnati. il risultato è uno dei migliori da tanto tempo.

Per ora resto del partito ecobio, voi avete qualche altro consiglio da darmi?

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Io dormo da sola

Insomma, prima o poi doveva arrivare..la mia prim notte lontano da casa..
Da quando mi hanno detto che avrei dormito una notte a Milano per in corso di aggiornamento, ho iniziato a fare training autogeno, nella speranza di un’influenza del docente dell’ultimo secondo.
E invece il docente stava benissimo (buon per lui) e io ho dovuto prendere il mio trenino per la grande metropoli.
Ho voluto portare io il bimbo all’asilo, così potevo salutarlo con più calma, davanti alle maestre lui mi ha detto ciuf ciuf, io ho sorriso, ho chiuso la porta dell’aula e ho iniziato a piangere come una matta, mi è presa malissimo e ho iniziato a snocciolare una serie di scuse discutibilissime per non andare al corso, ma ovviamente non sono state nemmeno prese in considerazione.
Anche se, in fondo in fondo, in cuor mio sapevo che questa cosa avrebbe fatto bene sia a me che a lui, del resto se voglio lasciarlo qualche giorno con i miei quest’estate, dovrà abituarsi. E sapevo anche che l’unica a stare male sarei stata io, nel caso in cui gli fossi mancata per via del senso di colpa e nel caso in cui nno gli fossia mancata..beh, non devo nemmeno spiegarlo.
A casa solo con il babbo è stato molto bene, un pochino più moscio del solito, ma niente che nno si potesse curare con un piatto di gnocchi (visto che lui già è una palla, mi sembra la pietamza perfetta per la cena di un bambino di un anno e mezzo). Tutto bene fino a quando non ci viene in mente la genuale idea di chiarci con Skype! Yeah!! Siiii!Dai così lo vedo, wow!! Driiin driiin..’ciao amore di mamma!!’ Lui allunga un dito verso lo schermo, chiama mamma…e lì cuao, un pianto disperato e noi due che interrompiamo subito la chiamata al suono di ‘oddio abbiamo fatto un casino’, ‘io te l’avevo detto’, ‘te e le tue idee fantastiche’ e così via.. Devo ammettere però che poi è bastato un biscotto per calmarlo e ha dormito tutta la notte, io invece ho chiuso gli occhi alle 22 e mi sono abbandonata ad un sonno profondo, ristoratore, tranquillo, riposante e CONSECUTIVO di 8, no dico, 8 ore! Non ricordo uma dormita così dal lontano ’87..
Insomma, quand’è che ho il prossimo corso???

Il mio weekend rilassante

Dopo una decina di giorni bum bum, scandite da una serie di malanni da asilo iniziati con bronchite e terminati con una gengivo – stomatite, da lunghisime notte insonni, pesantissime giornate a lavoro, per scongiurare l’esaurimento nervoso ho deciso di mettere in una valigia due pantaloni ciascuno, una tuta del bimbo, qualche pannolino e passare il weekend in Maremma dai miei genitori. Non ho preso nemmeno i trucchi, per dire.

Sabato era una bella giornata e siamo andati a fare un giretto a Capalbio, ma dopo un po’ abbiamo mollato perché non avevamo il passeggino (dimenticato a casa nella fretta della partenza), ma non avendo ancora voglia di rientrare abbiamo deciso di fare un salto al Giardino Dei Tarocchi, dove, colpevolmente, non ero mai stata, pur abitando a 5 minuti di distanza.
Il giardino è un parco artistico in cui si trovano una serie di statue gigantesche che raffigurano i personaggi dei tarocchi. Si tratta di una serie di opere costruite dall’artista Niki De Saint Phalle, moglie di Tinguely, in cemento e ricoperte da una serie di vetri, ceramiche, specchi che sono una gioia per gli occhi, praticamente la fiera della madreperla e chi come me, ama questo tipo di colori, ne esce estasiato.
L’artista voleva creare un luogo di meditazione e di pace, un posto lontano dal turismo di massa, un posto dove rigenerarsi e rilassarsi, da tenere con molta cura. Certo, per i bambini è un posto dove divertirsi, nascondersi e rincorrersi, ma in fondo, credo sia bello anche viverlo così..
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Il Corriere delle mamme

Oggi vi voglio segnalare il sito del Corriere delle mamme, che conosciuto qualche giorno fa grazie ad un’amica e neo mamma che ha scritto alcuni articoli per questo magazine.
Si parla praticamente di tutto, allattamento, bimbi, cucina, sport, viaggi con i bimbi..Ogni mese troviamo qualcosa di nuovo, qualche articolo che chiarisca nuovi dubbi, parole di conforto se ci sentiamo sole o non sappiamo come agire in alcuni casi, dato che il mestiere di mamma non è proprio il più semplice di tutti.

Insomma l’ho trovato molto interessante, se vi va date un’occhiata!

 

 

L’origine del caos

No, dico, ma voi a ordine come siete messe?
Io una merda.
No, dico davvero.
Già non sono proprio ordinata di mio, ma da quando è nato mio figlio casa mia è IL caos, il regno del delirio, non c’è un solo oggetto che resti al suo posto per più di dieci secondi. Non posso fare a meno di confrontare il delirio di casa mia con le foto che vedo su instagram, foto perfette di case illuminate da una luce accecante, arredate con mobili bianchi, fiori freschi, poltrone comode e ricercati quadretti sulle pareti..giochi perfettamente riposti nei cesti, bambini puliti e vestiti a festa.

Foto davvero belle.
Ma ora mi chiedo, davvero sono io quella strana, quella che esce di casa alle 8 del mattino per rientrare alla sera, quella che riesce a lavare il pavimento solo nel weekend, quella che si infila i guanti per lavare i bagni alle dieci di sera, quella che guarda inerme il figlio che tira in aria un gioco dopo l’altro e che ogni giorno tira fuori tutti i libri e i pupazzi e le macchinine, quella che fa appassire anche un mazzo di fiori finti, che ha le tovaglie sporche di sugo e il bimbo con la pastina nei capelli, il plaid sgualcito sul divano pronto ad accogliermi per qualche minuto prima di crollare a letto.. A volte mi sento una mamma indecente, altre però guardo mio figlio, che ride e si diverte in mezzo ai suoi giochi buttati dappertutto e alla fine mi chiedo, ma se lui è felice, che problemi mi faccio? Anche io vorrei una casa grande, pulita, luminosa e perfetta, ma non c’è niente da fare, non ne sono capace.. però, per favore, mi dite che non sono la sola??

Biscotti integrali con farina di avena

Dato che il nano è di nuovo a casa con la bronchite e questo è l’ennesimo fine settimana chiusi in casa a doppia mandata, non sapendo più come intrattenerlo e dopo aver cambiato 18 giochi al minuto ho deciso di farmi aiutare a fare i biscotti, pur sapendo che la cosa avrebbe portato a pianti isterici perché avrebbe provato a mangiare la pasta cruda.
Come al solito ho cercato qualche ricetta su internet e poi ho fatto le mie modifiche e il risultato sono dei buonissimi biscotti integrali.Gli ingredienti sono:

150 gr farina di avena
30 gr farina integrale
1 uovo
50 gr burro
40 gr zucchero di canna integrale + 40 gr zucchero bianco
1/2 bustina di lievito per dolci1 cucchiaino pieno di miele

Si mettono tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, il burro morbido e poi si aggiunge l’uovo, si lavora con le mani e in poco tempo si avrà un impasto che rimane un po’ appiccicoso, si ricavano delle palline che poi io ho schiacciato e si infornano a 170° per circa 10 minuti.
A differenza dei biscotti fatti con la farina 00 questa non ha bisogno di riposare in frigo, e vanno tolti dal forno quando i bordi sono leggermente dorati, ma al centro devono restare morbidi.

Non conoscevo la farina di avena, l’ho comprata per curiosità, ma ho scoperto che è molto indicata proprio per i biscotti. Devo dire che si lavora con molta facilità e che sprigiona un profumo buonissimo già prima della cottura. E’ un cereale ricco di fibre e anche ben sopportato da molte persone celiache.
La prossima volta ne farò alcuni con le gocce di cioccolato e alcuni con le noci tritate, penso ci stiano benissimo!

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L’infallibilità non è per me

Volevo scrivere un post sull’educazione musicale per i neonati, poi uno sulle castagnole anche se ormai Carnevale è finito, poi uno sui miei libri preferiti, ma l’unica cosa che ho in mente in questi giorni è che vorrei vivere a 5 metri da mia mamma.

Non so perché, ma sto attraversando un periodo di stanchezza, fisica e mentale e la lontanzanza dalla mia famiglia, si fa sentire con tutto il suo peso, come un blocco di marmo di Carrara. Intendiamoci, di solito il tempo in cui io e mia mamma riusciamo a non litigare varia dai 10 ai 15 secondi, ma è lo stesso, per noi discutere è confrontarci, noi non parliamo, urliamo, ma è bello così. Con la santa pazienda di mio babbo, che ci sopporta da una vita e che piano piano ha imparato a gestire i nostri caratteri.
Finora sono sempre stata impegnata a capire come si fa a fare la mamma, la moglie, la casalinga in una casa che deve essere sempre pulita, la lavoratrice puntuale, insomma, non mi sono fermata un attimo, mentalmente parlando.
E invece, ora che ho capito che la moglie la so fare così così ma mi impegno, la mamma non lo so, come casalinga faccio schifo, il bimbo ha preso una buona piega all’asilo, mi ritrovo a pensare..E pensa oggi pensa domani..mi sono accorta che forse mi farebbe piacere la domenica uscire anch’io per andare a pranzo da mamma, mi piacerebbe andare a fare la spesa con lei, farle vedere ogni giorno i progressi del bimbo.mamma-ammalata

Mi sono sempre sentita emancipata, vivo lontano da casa da tantissimi anni ormai, ma da quando sono mamma sono diventata ancora più mammona. E’ normale? E’ solo stanchezza?

 

Crostatine di farina integrale con marmellata

Ben lontano da essere un food blog, anche perché la rete ne è piena e ce ne sono di favolosi, vorrei comunque darvi una ricettina che ho sperimentato questa mattina per fare delle crostatine con la martellata.
Ne avevo fatta una con la ricetta di un’amica, ma non era venuta esattamente come la volevo io, era un po’ troppo umida, allora ho rovistato nella rete e ho unito e personalizzato quello che ho trovato. Ci tengo a sottolineare che la personalizzazione è dovuta al fatto che in dispensa mancasse qualcosa e non di certo alla mia abilità o estro!
La particolarità della ricetta sta nell’utilizzo di poco burro (ne avevo solo 8 gr) e in una parte di farina integrale.

Ecco gli ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di farina integrale
90 gr di zucchero
1 uovo
80 gr di burro
Mezza bustina di lievito
Scorza di limone

In una terrina si mescola burro a pezzetti, uovo e zucchero, poi si mette il tutto su una spianatoia e si aggiunge la farina. Dopo aver impastato il tutto molto velocemente si forma una pallina e si lascia in frigo per un’ora.
Quando sarà trascorso il tempo di attesa si stende la pasta con un mattarello e si formano le crostatine aiutandosi con gli stampi. Non lasciatevi demoralizzare dal fatto che la pasta sia difficile da amalgamare, dato il poco burro e la farina integrale è normale, ci vuole pazienza e delicatezza.
Non lavorate troppo a lungo la pasta altrimenti si rovina.
Riempire le crostatine con marmellata (o crema di cacao) e decorare a piacimento. Io ho fatto delle stelline perché le classiche strisce non mi sono riuscite bene dato che la pasta è molto friabile.
Insomma, pensavo di aver fatto un pastrocchio, e invece..sono buonissime!!

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