Capra, capra, capra

Questo fine settimana abbiamo portato il bimbo a vedere qualche animale.
In una fattoria didattica di Ozzano, la fattoria Dulcamara.
L’idea era di fare una passeggiata verso i colli, vedere qualche animale e poi fermarci a mangiare lì.
La fattoria è molto carina, certo avrei voluto vedere qualche anomale in più, ma Elia si è divertito moltissimo e sono due giorni che non fa altrp che ripetere in continuazione capaaaaaa ebbbaaaaa tattoeeeee. C’erano capre, come avrete capito, maialini, asini, cavalli e galline. Gli animali possono essere accarezzato e si possono dar loro carote ed erbetta. Elia è stato un po’ titubante all’inizio, penso che stesse studiando la situazione e gli animali, perché era la prima volta che vedeva qualcosa di grande come un cavallo, ma poi si è lasciato andare e ha voluto accarezzare tutti gli animali e passare mezz’ora a dare l’erba alle caprette neonate. Da lassù c’era un panorama che ciao sai, e la prossa volta ho dato appuntamento a quel tavolo da picnic là, sulla cima del colle con vista su tutta Bologna. È una cosa veramente democratica dare la possibilità di starsene lì nella fattoria con gli amici o la famiglia, a fare un pic nic mentre i bambini giocano con gli animali e guardano le verdure crescere nell’orticello e gli adulti si godono un paio d’ore di relax. Capaaaa.

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Io dormo da sola

Insomma, prima o poi doveva arrivare..la mia prim notte lontano da casa..
Da quando mi hanno detto che avrei dormito una notte a Milano per in corso di aggiornamento, ho iniziato a fare training autogeno, nella speranza di un’influenza del docente dell’ultimo secondo.
E invece il docente stava benissimo (buon per lui) e io ho dovuto prendere il mio trenino per la grande metropoli.
Ho voluto portare io il bimbo all’asilo, così potevo salutarlo con più calma, davanti alle maestre lui mi ha detto ciuf ciuf, io ho sorriso, ho chiuso la porta dell’aula e ho iniziato a piangere come una matta, mi è presa malissimo e ho iniziato a snocciolare una serie di scuse discutibilissime per non andare al corso, ma ovviamente non sono state nemmeno prese in considerazione.
Anche se, in fondo in fondo, in cuor mio sapevo che questa cosa avrebbe fatto bene sia a me che a lui, del resto se voglio lasciarlo qualche giorno con i miei quest’estate, dovrà abituarsi. E sapevo anche che l’unica a stare male sarei stata io, nel caso in cui gli fossi mancata per via del senso di colpa e nel caso in cui nno gli fossia mancata..beh, non devo nemmeno spiegarlo.
A casa solo con il babbo è stato molto bene, un pochino più moscio del solito, ma niente che nno si potesse curare con un piatto di gnocchi (visto che lui già è una palla, mi sembra la pietamza perfetta per la cena di un bambino di un anno e mezzo). Tutto bene fino a quando non ci viene in mente la genuale idea di chiarci con Skype! Yeah!! Siiii!Dai così lo vedo, wow!! Driiin driiin..’ciao amore di mamma!!’ Lui allunga un dito verso lo schermo, chiama mamma…e lì cuao, un pianto disperato e noi due che interrompiamo subito la chiamata al suono di ‘oddio abbiamo fatto un casino’, ‘io te l’avevo detto’, ‘te e le tue idee fantastiche’ e così via.. Devo ammettere però che poi è bastato un biscotto per calmarlo e ha dormito tutta la notte, io invece ho chiuso gli occhi alle 22 e mi sono abbandonata ad un sonno profondo, ristoratore, tranquillo, riposante e CONSECUTIVO di 8, no dico, 8 ore! Non ricordo uma dormita così dal lontano ’87..
Insomma, quand’è che ho il prossimo corso???

L’origine del caos

No, dico, ma voi a ordine come siete messe?
Io una merda.
No, dico davvero.
Già non sono proprio ordinata di mio, ma da quando è nato mio figlio casa mia è IL caos, il regno del delirio, non c’è un solo oggetto che resti al suo posto per più di dieci secondi. Non posso fare a meno di confrontare il delirio di casa mia con le foto che vedo su instagram, foto perfette di case illuminate da una luce accecante, arredate con mobili bianchi, fiori freschi, poltrone comode e ricercati quadretti sulle pareti..giochi perfettamente riposti nei cesti, bambini puliti e vestiti a festa.

Foto davvero belle.
Ma ora mi chiedo, davvero sono io quella strana, quella che esce di casa alle 8 del mattino per rientrare alla sera, quella che riesce a lavare il pavimento solo nel weekend, quella che si infila i guanti per lavare i bagni alle dieci di sera, quella che guarda inerme il figlio che tira in aria un gioco dopo l’altro e che ogni giorno tira fuori tutti i libri e i pupazzi e le macchinine, quella che fa appassire anche un mazzo di fiori finti, che ha le tovaglie sporche di sugo e il bimbo con la pastina nei capelli, il plaid sgualcito sul divano pronto ad accogliermi per qualche minuto prima di crollare a letto.. A volte mi sento una mamma indecente, altre però guardo mio figlio, che ride e si diverte in mezzo ai suoi giochi buttati dappertutto e alla fine mi chiedo, ma se lui è felice, che problemi mi faccio? Anche io vorrei una casa grande, pulita, luminosa e perfetta, ma non c’è niente da fare, non ne sono capace.. però, per favore, mi dite che non sono la sola??

Quelli della notte

Si, lo ammetto, io faccio parte di quelle mamme odiate dalle amiche mamme perché mio figlio da neonato era un ghiro, ma tipo da subito. A 2 mesi russava già per tutta la notte, tanto che a volte mi svegliavo di soprassalto con l’ansia per controllare se era tutto ok.
E sì, andavo in giro a vantarmi di qursta cosa.
Poi a 8 mesi è arrivata la nostra amica varicella e lì abbiami passato una settimana che ciaosai, non ha chiuso occhio, era così piccolo che non sapeva nemmeno grattarsi, aveva questo fastidio e non capiva nemmeno cos’era.
Poi è arrivato l’asilo.
Poi è arrivata una laringite che signora sarà così fino a giugno si metta l’anima in pace.
Poi è arrivato lo spostamento nella cameretta da solo.
Poi sono arrivate le vacanze di natale e dormire con babbo e mamma.
Poi è tornato quel cazzo di asilo e quella cazzo di cameretta da solo.
Insomma, pur rimanendo uno che si addormenta piuttosto velocemente, la notte ha deciso di farmi pagare tutti questi scherzi che gli stiamo facendo.
Voi penserete che si metta a piangere come i più. E invece no, lui si sveglia e si incazza.
Cioe, ammetto che in questo il mio corredo genetico ha fatto la sua parte..ma insomma, questo nano si sveglia e urla, quando arrivo mi manda via e se non sto attenta mi molla pure una cinquina. Poi quando vede che non cedo né al latte, né a metterlo a letto con me, né a prenderlo in braccio, tantomeno ai ricatti di un piccolo Budda di un anno e mezzo che ciccio come t’ho fatto io ti disfo, mi guarda, mi chiede mano, ciuccio e canzoncina e si ributta giù fino all’alba. Questo show dura circa un’oretta, dalla quale io esco stremata e insonne. Lui appagato e riposato.

Le maestre dell’asilo mi hanno detto che questo è un comportamento molto comune e che è un modo tutto contorto che hanno i bimbi di farci pagare il fatto che li molliamo tutto il giorno per fare quella bruttissima cosa che è lavorare.
Stanotte mi ha promesso che non lo farà di nuovo, cioè, lui ancora non sa parlare, ma gliel’ho fatto promettere con gli occhi, ma tanto non ci credo.

Ditemi, è successo anche a voi? Come vi comportate?