Un nuovo arrivo

Ho abbandonato troppo a lungo il blog, ma da quando ho ricominciato a lavorare ho avuto davvero poco tempo e poca voglia per aggiornarlo, anche se ho pensato spesso di riprendere a scriverci sopra.
E quindi ora eccomi qui, ci riprovo! Giuro.

Nel frattempo però ho fatto un sacco di cose, fra cui cambiare casa, comprandone una da ristrutturare, ma soprattutti ho fatto un altro cucciolo.. Oddio cucciolo.. è nato di 4.250, pesava quasi più di me!
Stiamo tutti bene, il fratellone grande ha avuto il suo periodo di gelosia ma direi che il peggio è passato, ha ricominciato a dormire tutta la notte senza chiamarci ogni mezz’ora e va volentieri alla materna.

La gravidanza è andata bene, il parto pure e il cucciolo è il bambino più sorridente del mondo, inaspettatamente direi, dato il mio nervosismo durante tutti e 9 i mesi, perché sono successe tante cose che mi hanno rovinato tutta la magia della gravidanza, ma evidentemente l’amore che avevo dentro è comunque arrivato a Filippo. Ma avevo paura, perché non sapevo cosa avrei provato a stringere fra le braccia un bambino nuovo, con un viso diverso da quello di Elia, un carattere diverso, degli occhi diversi..avevo paura di non riuscire ad “accettarlo”, non so nemmeno riuscire a spiegarlo bene.
Quando è nato era identico al fratello, e addirittura qualche volta mi confondevo e lo chiamavo col nome sbagliato, e lì mi sono spaventata ancora di più.. E poi, dopo qualche giorno, è successa una cosa meravigliosa..è successo che ci siamo innamorati, ma no di un amore normale, un amore incredibile. E’ successo che mentre lo allattavo lui mi ha guardato con i suoi occhioni ancora azzurri (yeah!), ha sorriso e ha continuato a guardarmi, io anche l’ho guardato e mi sono persa in quegli occhi, in quell’azzurro che dentro aveva tutta la meraviglia di un bimbo che aveva capito di essere nato e di essere esattamente nel posto giusto, fra le mie braccia, più innamorate che mai.
E da lì ho iniziato a godermi la maternità, a godermi tutti e due i bimbi, con le loro differenze di età, con le loro esigenze diverse e con quello che possono darmi. Ho iniziato a conoscerlo, a capire il suo carattere e quello che mi vuol dire anche senza parlare.
Non mi vergogno a dire che è stato difficile, non mi vergogno perché è stato un percorso di crescita, che grazie a tutta la famiglia che ho intorno, ha un finale meraviglioso, per il quale ora ogni sera che siamo tutti in casa, uno urla e gioca, l’altro piange, io non mi giro più per sgirdarli ma per guardarli e pensare che questo era esattamente quello che volevo, quella confusione che mi fa sentire viva e che mi fa sentire questa casa come una vera casa.
Anche per voi è stato difficile con il secondo figlio? O è stato tutto naturale?

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