Io dormo da sola

Insomma, prima o poi doveva arrivare..la mia prim notte lontano da casa..
Da quando mi hanno detto che avrei dormito una notte a Milano per in corso di aggiornamento, ho iniziato a fare training autogeno, nella speranza di un’influenza del docente dell’ultimo secondo.
E invece il docente stava benissimo (buon per lui) e io ho dovuto prendere il mio trenino per la grande metropoli.
Ho voluto portare io il bimbo all’asilo, così potevo salutarlo con più calma, davanti alle maestre lui mi ha detto ciuf ciuf, io ho sorriso, ho chiuso la porta dell’aula e ho iniziato a piangere come una matta, mi è presa malissimo e ho iniziato a snocciolare una serie di scuse discutibilissime per non andare al corso, ma ovviamente non sono state nemmeno prese in considerazione.
Anche se, in fondo in fondo, in cuor mio sapevo che questa cosa avrebbe fatto bene sia a me che a lui, del resto se voglio lasciarlo qualche giorno con i miei quest’estate, dovrà abituarsi. E sapevo anche che l’unica a stare male sarei stata io, nel caso in cui gli fossi mancata per via del senso di colpa e nel caso in cui nno gli fossia mancata..beh, non devo nemmeno spiegarlo.
A casa solo con il babbo è stato molto bene, un pochino più moscio del solito, ma niente che nno si potesse curare con un piatto di gnocchi (visto che lui già è una palla, mi sembra la pietamza perfetta per la cena di un bambino di un anno e mezzo). Tutto bene fino a quando non ci viene in mente la genuale idea di chiarci con Skype! Yeah!! Siiii!Dai così lo vedo, wow!! Driiin driiin..’ciao amore di mamma!!’ Lui allunga un dito verso lo schermo, chiama mamma…e lì cuao, un pianto disperato e noi due che interrompiamo subito la chiamata al suono di ‘oddio abbiamo fatto un casino’, ‘io te l’avevo detto’, ‘te e le tue idee fantastiche’ e così via.. Devo ammettere però che poi è bastato un biscotto per calmarlo e ha dormito tutta la notte, io invece ho chiuso gli occhi alle 22 e mi sono abbandonata ad un sonno profondo, ristoratore, tranquillo, riposante e CONSECUTIVO di 8, no dico, 8 ore! Non ricordo uma dormita così dal lontano ’87..
Insomma, quand’è che ho il prossimo corso???

Il mio weekend rilassante

Dopo una decina di giorni bum bum, scandite da una serie di malanni da asilo iniziati con bronchite e terminati con una gengivo – stomatite, da lunghisime notte insonni, pesantissime giornate a lavoro, per scongiurare l’esaurimento nervoso ho deciso di mettere in una valigia due pantaloni ciascuno, una tuta del bimbo, qualche pannolino e passare il weekend in Maremma dai miei genitori. Non ho preso nemmeno i trucchi, per dire.

Sabato era una bella giornata e siamo andati a fare un giretto a Capalbio, ma dopo un po’ abbiamo mollato perché non avevamo il passeggino (dimenticato a casa nella fretta della partenza), ma non avendo ancora voglia di rientrare abbiamo deciso di fare un salto al Giardino Dei Tarocchi, dove, colpevolmente, non ero mai stata, pur abitando a 5 minuti di distanza.
Il giardino è un parco artistico in cui si trovano una serie di statue gigantesche che raffigurano i personaggi dei tarocchi. Si tratta di una serie di opere costruite dall’artista Niki De Saint Phalle, moglie di Tinguely, in cemento e ricoperte da una serie di vetri, ceramiche, specchi che sono una gioia per gli occhi, praticamente la fiera della madreperla e chi come me, ama questo tipo di colori, ne esce estasiato.
L’artista voleva creare un luogo di meditazione e di pace, un posto lontano dal turismo di massa, un posto dove rigenerarsi e rilassarsi, da tenere con molta cura. Certo, per i bambini è un posto dove divertirsi, nascondersi e rincorrersi, ma in fondo, credo sia bello anche viverlo così..
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